In questo nuovo appuntamento di Quasi-Off Topic parleremo di tette, ehm, di marketing e del nuovo spot di Sydney Sweeney famosa e formosa attrice statunitense che, ogni volta che muove un dito, riesce a far parlare mezzo mondo. Possiamo dire “questo é il marketing” citando un libro di quell’uomo affascinante (non quanto me!) di Seth Godin e chiuderla qui ma, ho voglia di scrivere, quindi approfondiamo un pò la questione e impariamo qualcosa dal punto di vista del marketing.
Di recente ha iniziato a girare il nuovo spot della piattaforma di scommesse sportive americana Novig che ha come protagonista Sydney dove appare completamente nuda e, le cui grazie, sono coperte da palloni e attrezzature sportive. La bionda prosperosa guarda e parla in camera ammiccando e con fare sensuale…niente che non si sia mai visto in una campagna marketing insomma.
Il problema signora mia é che, Sydney Sweeney, non é una donna qualsiasi. Sydney é:
bionda
bella
bona
bianca
intelligente
scaltra
famosa
non allineata alle cazzate woke
non allineata ai sinistroidi
non allineata al femminismo moderno (tossico)
Insomma, la persona perfetta per far incazzare tutti. Proprio come successe con la campagna precedente, quella dei jeans di American Eagle e la questione dei “bei geni” che Sydney indubbiamente ha a colpo d’occhio. Puoi ammirare quei geni direttamente nello spot di Novig se non lo hai visto (ma ne dubito):
Come si evince chiaramente dallo spot, oggi come oggi, nessuna attrice si presta meglio di lei a ricoprire il ruolo di “sex symbol globale” e Sydney, che non é la classica bionda “svampita e tutta tette”, lo sa benissimo ed ha deciso di puntare proprio su questo: sul suo essere bomba sexy e sulla conseguente capacità di creare clamore e scatenare dibattito e polemiche. Da Viral Marketing a “Guardatemi e rosicate Marketing”. Risultato della campagna: decine di milioni di visualizzazioni. Ma non solo.
Si scatena puntualmente il putiferio con le femministe che insorgono al grido di “questa é oggettificazione del corpo femminile” e “riporta il femminismo indietro di mille anni”. Peccato che se, lo stesso identico spot, l’avesse fatto un boiler con l’anello al naso e i capelli fucsia che si identifica in un catamarano, le femministe, avrebbero applaudito al grido di “empowerment femminile”, libertà di espressione e bla, bla e pure bla.
Quanta ipocrisia.
Anche le atlete hanno mostrato la loro contrarietà e indignazione tant’é che Sydney si é divertita a ripostare le copertine e i calendari che le stesse atlete avevano realizzato mostrandosi come mamma le ha fatte. Eh ma era per mostrare il fisico, l’allenamento, il duro lavoro, sono sportive dopotutto. Si signora mia, sono sportive. E ipocrite. E invidiose. D’altronde l’invidia é donna no?
Lasciamo perdere le femministe incazzate e concentriamoci su ciò che ci piace. No, non le tette di Sydney, cioé sì, assolutamente sì, però intendevo il marketing.
Dal punto di vista del marketing?
Lo spot di American Eagle generò due miliardi di visualizzazioni e, il brand di jeans, iniziò a vendere a raffica. Due milioni per Sydney e 40 milioni di guadagno generato (i dati aggiornati sono ovviamente più alti oggi), titolo aumentato di quasi il 20% in un giorno. Un successo immediato dal punto di vista del marketing e del business. La strategia? Sydney che ammiccava con pose sensuali, parlava di bei jeans dove jeans alludeva a “genes”, i bei geni che Sydney ha e che scatenano l’invidia e la polemica. Il risultato é che orde di donne incazzate protestarono commentando e condividendo lo spot rendendolo virale. In pratica fecero volantinaggio gratis per Sydney e American Eagle.
Cosa avranno pensato in Novig?
Lo spot di Novig si rivolge agli uomini che scommettono sullo sport, quindi, guardano con grande piacere una bella donna come Sydney. Lo spot, inoltre, fa incazzare le donne che producono vagonate di post indignate contro Sydney. Le piattaforme pompano lo spot perché, chi capisce di social media marketing, sà bene che non conta il protagonista, non conta il brand, non conta il messaggio…c’é una cosa che conta più di ogni altra: l’engagement.
Tu, donna, che critichi Sydney, tu che commenti Sydney, tu che reagisci a Sydney, tu che ti incazzi con Sydney…sei la strategia di marketing, sei il canale di distribuzione, sei “la chiave del successo”.
Le atlete che condividono i post di loro stesse che fanno sport, non stanno danneggiando Sydney e Novig, stanno pompando la campagna. Se pensi di essere furba perché la stai criticando, in realtà, sei il suo megafono. Tu ti indigni, Novig guadagna. Tu reagisci, Sydney guadagna anche perché, da quello che ho capito, ha preso quote della società; é un imprenditrice altro che bionda svampita (e senza alcun pandoro!).
Eh signora mia, l’etica é una bella cosa. Dal mio punto di vista é la cosa più importante ma, se non hai undici anni, dovresti aver già capito che, in questo mondo, l’etica non la trovi da nessuna parte. Tutto funziona così, dal marketing alla politica passando per tutto il resto. Tutto si basa su strategia, capacità di comunicazione, capacità di sfruttare i canali di comunicazione e…si, ora lo sai, capacità di sfruttare le masse, quelle enormi masse che brulicano sui social e che hanno le stesse capacità di pensiero critico di un cacciavite.
Hai mai provato a leggere le conversazioni sui social media? Intendo intere conversazioni, tutti i commenti che le persone lasciano sotto i profili di giornali, politici, personaggi famosi e content creator vari ed eventuali. Se non lo hai mai fatto ti invito a provarci ma preparati che é uno spettacolo penoso e avvilente. La gente condivide quasi esclusivamente odio, critiche, insulti e mostrano senza alcuna remora la propria ignoranza.
Brand, politici, creator, le agenzie di marketing, tutti lo sanno e tutti sanno che sfruttare le reazioni della gente é una strategia di marketing economica ma che produce un enorme ritorno. Quando senti un’affermazione di un politico, di un creator, di un brand che sembra controversa o parla di qualcosa di controverso, non reagire ma domandati: perché sta dicendo questa cosa, qual é il fine?
Per concludere, questo é il mio suggerimento finale: pensa, non reagire. Osserva, scava a fondo. Documentati e fatti un’idea. Soltanto dopo, se proprio vuoi, condividi la tua opinione. Ma ricorda: non é necessaria e, quasi sicuramente, non interessa a nessuno. Meglio leggere, meglio osservare, meglio capire.
Per un internet migliore e per un mondo migliore serve meno ignoranza, meno invidia, meno odio e più pensiero critico. Internet é lo strumento più bello e potente che sia mai stato creato ma deve essere usato nel modo giusto. Per informarsi, per studiare per approfondire; non per urlare agli altri “sei una pick me girl!!11!1!!” o “sei un figlio sano del patriarcato!1!!11!!1!” e altre cazzate e altro odio vario. Come sempre, in tutta sincerità, non credo le persone miglioreranno, anzi, credo che la razza umana stia degradando alla stessa velocità con cui i modelli AI migliorano. Questo non vuol dire che non dobbiamo batterci per una società migliore. Un pò di positività e speranza signora mia.
p.s Sydney ricorda che puoi chiamarmi quando vuoi.









