Con il Vibe coding diventeranno tutti Web Developer?
Ciao, sono Emanuele e sono un esperto della trasformazione digitale. In rete sono conosciuto come Emawebdesign e racconto il digitale (e non solo) per aiutarti a comprenderlo al meglio. Condivido gratuitamente esperienza e risorse per contribuire a una migliore diffusione della cultura digitale.
Parliamo di Vibe Coding
Negli ultimi tempi é cresciuta a dismisura la conversazione attorno al cosiddetto “vibe coding”.
Di cosa si tratta precisamente?
La dicitura vibe coding é stata probabilmente coniata da Andrej Karpathy con un tweet del febbraio scorso e si riferisce alla possibilità di scrivere software tramite un LLM. Si descrive ciò che si vuole realizzare tramite prompt e, l’intelligenza artificiale, scrive il codice al posto del developer.
Quindi, il Web Developer, non serve più? E’ proprio vero che l’AI sostituirà gli umani, chiudete tutto, si va a casa.
Aspetti un attimo signora mia, stia calma. Posi quel laptop, stavo scherzando.
Purtroppo (o per fortuna, decidi tu) molti lavoratori saranno sostituiti parzialmente o totalmente dall’AI in molti lavori. Come ha detto un uomo dal fascino irresistibile chiamato Zuck, i programmatori di medio livello, saranno sostituiti dall’AI. Prima di essere d’accordo con questa affermazione, come per ogni cosa, facciamo qualche riflessione. Una pippa può e deve essere sostituita; chi non é in grado di raggiungere i risultati richiesti viene sostituito. E’ sempre stato così e lo sarà sempre. Ma, in ogni squadra, c’é la pippa e c’é il campione. Un campione può essere sostituito solo da un altro campione. The end.
Tornando al vibe coding, su una cosa non ho dubbi quindi: il Web Developer esperto non é sostituibile.
E’ assolutamente vero che l’intelligenza artificiale é in grado di generare codice di qualità, funzionante e ben commentato. Ogni giorno nascono nuovi tool che strizzano l’occhio al vibe coding e, persone che non hanno grandi competenze nel campo, possono effettivamente realizzare applicazioni. Ma, francamente, possono farlo per piccoli progetti, per curiosità, per hobby, per la voglia di imparare utilizzando (perché no?) l’AI piuttosto che comprare il corso per diventare il super esperto di Wordpress di Gigi l’espertone del Uèb.
Progettare e sviluppare applicazioni richiede importanti competenze e una grande esperienza. La conoscenza di tutti gli aspetti fondamentali, la piena consapevolezza di possibilità, limiti tecnologici e delle problematiche in cui si può incappare. Tanta roba, fidati. Un domani la tua app generata con il vibe coding può andare drammaticamente in crash, magari, su un progetto di business in produzione…chiedi aiuto all’AI ma niente, non ti fornisce la soluzione. Ripete sempre la stessa risposta, la testi e…non é corretta. Come te ne esci da questa tragedia annunciata?
Sono convinto che sarà così fino a quando, l’AI, non sarà dotata di quelle qualità necessarie per pareggiare il developer (umano) esperto:
intelligenza (quella vera eh)
creatività
intuito
curiosità e passione
esperienza sul campo, tanta esperienza sul campo
Lo sviluppo dell’AI corre veloce, i miglioramenti e gli upgrade arrivano a distanza di pochi mesi; parliamo di strumenti incredibili che avranno un notevole impatto sul nostro futuro. Non sono un detrattore, al contrario, ne sono un grande sostenitore. L’AI é ormai parte integrante del mio lavoro e, proprio per la competenza che ho in merito, riesco a immaginare chiaramente il boost che ci darà in tanti campi in cui abbiamo effettivamente un grande bisogno di aiuto; penso alla ricerca scientifica, alla medicina.
Ma, per quanto riguarda il Web Development, l’AI può essere uno strumento che assiste che ti risparmia di scrivere un bel pò di codice, ti fa risparmiare tempo. Ma, quando c’é da implementare qualcosa di complesso, serve l’umano. Quando il problema da risolvere richiede quelle qualità che ho elencato prima, serve l’umano.
Poi, per carità, il sitarello e/o il codice per piccoli progetti puoi fartelo generare ed usarlo (valutando con attenzione e testando tutto) ma, le cose importanti signora mia, le lasciamo a chi di dovere.
Ehi, sono un giovane developer, lascio perdere il Vibe Coding?
Ai developer giovani dico: usate il vibe coding. Usate tutto. Seguendo la passione che deve essere la base di ogni cosa, “sporcatevi le mani” in tutti i modi possibili, anche con l’AI. Ma siete voi che dovete fare la differenza; il tool é uno strumento, deve assistervi, deve esservi utile. Non pensate di poter diventare Web Developer perché avete un tool AI a disposizione. Il tool AI ce l’hanno anche gli altri, non dimenticatelo.
Pensate piuttosto che potete fare una grande cosa: rendervi insostituibili. Lavorateci.
Per concludere, penso che il Vibe Coding può essere un metodo di lavoro ma, l’umano (quello bravo e figo), é ancora insostituibile. Fino a quando lo scenario fantascientifico della vera “intelligenza artificiale” non si sarà realizzato. Sticazzi, a quel punto, l’essere umano sarà stato spazzato via giusto?
Siamo tutti schiavi dell’Engagement?
Una volta qui era tutta blogosfera e Friendfeed. Oggi é tutto un “clicca mi piace e lascia un commento qua sotto” con quei tipi che fanno le copertine di Youtube con le espressioni scioccate. Eh ma é strategia…provo un misto di disgusto e pietà quando li vedo. Non serve dirlo ma si può scegliere di adottare una strategia che preserva la dignità. Mia opinione, magari sono l’unico a non approvare.
Sono su internet da sempre; ricordo come fosse ieri la prima volta che l’ho usato; in Italia ancora non era arrivato nelle case dei privati; mentre osservavo quella pagina bianca contenente del testo e quelle cose incredibili chiamate “link” riuscivo già a immaginare l’internet di oggi. Immagini, video, musica, la possibilità di interagire con altri utenti, di comprare online. Vedevo tutto ciò che oggi é il web, per questo, pensai di studiare per diventare “uno bravo a fare i siti web”. Mi appassionava la tecnologia e sapevo che era il lavoro del futuro. Ottima intuizione amico mio.
Ma c’é una cosa che non avevo immaginato: che saremmo diventati tutti schiavi di algoritmi e dell’engagement.
Non avevo immaginato i tipi delle facce scioccate nelle copertine su YouTube che ti pregano di mettere like e lasciare un commento per pompare il proprio engagement (l’insieme delle interazioni ottenute da un contenuto). Non avevo immaginato le tipe che fanno stupidi balletti su Instagram e TikTok. Non avevo immaginato i tipi che fanno cose ridicole e un bel ciao con la manina alla dignità in cambio di visualizzazioni e condivisioni. Non avevo immaginato le video ADS con quei tipi che vogliono venderti il mindset per diventare ricchissimo/a e raggiungerli a Dubai (é qui la festa?). Più blocchi queste ads, più ti compaiono.
Il marcio che c’é nel mondo si é riversato sui social, sono lo specchio del mondo reale dopotutto giusto? Giusto.
Il termine “marcio” é perfetto, secondo me, per descrivere questa necessità di pompare l’engagement per crescere sulle piattaforme, per ottenere più visibilità. Una volta si diceva “content is king” mentre, oggi, i contenuti spazzatura sono quelli più visti e condivisi.
Il risultato é che, volenti o nolenti, abbiamo il feed invaso da questi “creator” e dai loro ridicoli contenuti realizzati in nome dell’engagement: tutti schiavi dunque.
C’è una fetta, una grossa fetta, di questi creator che sono i peggiori in assoluto, quelli che non si possono proprio sopportare: quelli che cercano di raccattare like e condivisioni facendo video che cavalcano l’indignazione della gente, specialmente su temi molto discussi, sulle tragedie in particolare. Li vedi anche tu? Sono ovunque.
Quando si cerca di sfruttare una tragedia per raccattare due like si é superato il limite; lì, per me, non siete più esseri umani. Sono troppo educato per dire cosa siete. Ehi, dobbiamo essere costruttivi, caccia l’idea: le piattaforme potrebbero implementare il tasto “vergognati” al posto del like…così, finalmente, posso venire a cliccare. Clicco con piacere. Dopotutto é l’engagement che ti interessa.
Link birbanti
Se non sei un/a fan di Stephen King e non hai amato il film Shining non possiamo essere amici. Mi spiace, non possiamo. E’ stata scoperta la foto originale in cui appare Jack Torrance ad una festa all’Overlook Hotel del 1921 che si vede nel finale del film.
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Musica maestro!
Pochi giorni fa é tornato Neffa. Si, quel Neffa lì che ho amato quando ero giovincello. Ricordo ancora il giorno che andai a comprare il CD di Neffa & i messaggeri della dopa, CD che conservo ancora gelosamente. Pochi giorni fa, il buon Giovanni, é tornato con un nuovo album: Canerandagio parte 1. Lo stile e il flow é quello di un tempo. Se ami il genere ti consiglio di ascoltarlo. Il brano Argiento, in particolare, lo trovo delizioso. Forse perché, grazie a Dio, sono napoletano.
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A proposito di pezzi belli e indimenticabili, ricordi Broken Land dei The Adventures?
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